Il futuro della civetta in Danimarca è appeso a un filo!

E’ appena stata pubblicata una straordinaria ricerca sul drammatico status demografico della Civetta Athene noctua in Danimarca che offre numerosi spunti di riflessione e li analizzeremo insieme.

La dieta della Civetta in Danimarca evidenzia una consistente predazione di lombrichi


Nel 2015 durante il Convegno europeo della Civetta (6° International Little Owl Symposium) che si è svolto in Olanda, al quale avevo partecipato, incontrai e parlai personalmente con Lars Bo Jacobsen, un ricercatore danese che proprio durante il convegno illustrò la preoccupante crisi demografica delle civette danesi (The Danish Little Owl population is declining fast and may soon face extinction).

In questo link trovate una mia descrizione del convegno olandese con inedite e interessanti notizie, clikka qui.


Oggi leggendo i risultati di questa nuova ricerca (citata in fondo a questo articolo), mi sono ritrovato a considerare questa situazione davvero preoccupante.

Del resto lo status della Civetta in molte regioni europee, a differenza degli areali del Mediterraneo (Italia, Spagna, Grecia, Turchia, Portogallo, ecc..), soffre di flessioni demografiche eclatanti.

I risultati della ricerca condotta da un team di 18 esperti della Mittel Europa, è stata pubblicata su Rapporto tecnico dell’Università dell’Aarhus University proprio da Lars Bo Jacobsen, ha evidenziato che ad oggi, la Civetta in Danimarca è sull’orlo dell’estinzione con meno di 15 coppie in tutto il Paese.

Il problema è correlato alla mancanza di adeguate risorse trofiche durante la stagione riproduttiva e addirittura la sopravvivenza di questa esigua popolazione resta attiva solo grazie al ricorso di un costante alimentazione supplementare artificiale fornita durante la stagione riproduttiva, della quale ero già venuto a conoscenza durante il 6° International Little Owl Symposium nel 2015.


In questa foto il sottoscritto con l'ornitologo Dries Van Nieuwenhuyse (autore della celebre monografia inglese Little Owl) al convegno europeo sulla Civetta del 2015 a Nieuwvliet in Olanda


La futura sopravvivenza di una popolazione danese di Civetta autosufficiente, ovvero senza alimentazione artificiale, sarà possibile solo ripristinando la base di prede naturali. In questo orientamento diviene fondamentale lo studio del sistema trofico naturale attuale e il miglioramento dell’habitat.

Per poter invertire una tendenza drammatica è stato realizzato un monitoraggio e uno studio per identificare i requisiti per il mantenimento di una popolazione naturale e autosufficiente di civette in Danimarca nel 2019-2020 intrapreso dal Danish Centre for Environment and Energy all'Università di Aarhus, in collaborazione con il Naturhistorisk Museum Aarhus, supportato da un finanziamento diretto del Ministero dell'Ambiente danese.

Per questo motivo è stata selezionata e monitorata per un confronto una popolazione di civette autosufficiente che vive nello Schleswig-Holstein occidentale, in Germania (confine con la Danimarca) che conta circa 140 coppie e mostra tendenze stabili o leggermente in aumento, come riferimento.


Un monitoraggio per un confronto che indaga la dieta, la densità di prede e la diversità dell'habitat e del paesaggio con quelli attualmente presenti in Danimarca.

Molto interessante il confronto tra la dieta delle civette danesi e quelle tedesche.

Il sistema trofico di questi piccoli Strigidi danesi ha evidenziato dati davvero particolari evidenziando la fragilità di questo spettro alimentare.


La maggior parte della biomassa alimentare naturale consumata durante la stagione riproduttiva era costituita da lombrichi (47%) seguiti da vertebrati (34%, di cui il 28% mammiferi e 6% uccelli e anfibi) e insetti (19%). I mammiferi più comuni nelle borre della civetta danese erano le arvicole (Microtus agrestis e Microtus arvalis), topi domestici Mus musculus e topi selvatici Apodemus sylvaticus.


In confronto, lo spettro trofico di cinque coppie di Athene noctua in periodo riproduttivo in Germania, area Schleswig-Holstein nel 2019 era del 90% vertebrati (81% arvicole), solo il 7% lombrichi e 3% insetti. Seppur pochi insetti predati l’abbondanza di arvicole costituisce un’ottimo valore nutrizionale per le civette di questo comprensorio tedesco.

Rispetto alle coppie di civette tedesche, la dieta degli Strigidi danesi denotavano una prevalenza nelle catture dei lombrichi e contenevano un numero molto ridotto di piccoli mammiferi, questa mancanza di vertebrati nel periodo riproduttivo è considerato, come vedremo, determinante nella contrazione demografica delle civette in Danimarca.

Un’altra interessante considerazione riguarda anche la presenta dell’entomofauna che per noi che studiamo la civetta in Italia, è preda molto abituale.

Nelle borre analizzate di Athene noctua in Danimarca nel 2011 e 2019-20, i coleotteri (Carabidae) comprendeva il 56% e il 72% di tutti i resti di insetti identificabili, considerando che gli scarabei (Scarabaeidae) rappresentavano meno del 5% delle prede come frequenza numerica nonostante in letteratura la presenza dei Coleotteri sia ritenuta predominante nella maggior parte delle diete europee e lo si considera un alimento importante per il sostentamento delle nidiate.


Giovani civette fotografate in Germania


L’importanza di una fornitura supplementare di prede in Danimarca è stata così importante, tanto da far emergere nello studio citato che l'alimentazione integrativa fornita alla nidiata in un giorno rappresentava il 38% del pasto totale!

Pertanto lo studio ha dimostrato che l’accesso ad un integrazione trofico sia vitale per la sopravvivenza delle civette danesi.

La dieta si è rivelata importante nel declino delle civette, ma è altresì importante la valutazione dell’ambiente nonché i voli e gli spostamenti compiuti dalle coppie di civetta che determinano maggiori rischi e minor efficienza nel reperimento delle prede.

Partiamo dall’analisi del paesaggio intorno ai siti riproduttivi in Germania (Schleswig-Holstein) e Danimarca.

I risultati mostrano che la civetta preferisce in modo significativo gli habitat più eterogenei con la presenza di vecchi alberi sparsi che sono presenti in Germania.


Immagine della campagna tedesca


In Danimarca, al contrario, gli spazi aperti senza siepi ed alberi hanno determinato una minor vocazione del territorio sia per le civette che per le prede.

Inoltre un confronto con una popolazione di civette della Repubblica Ceca ha mostrato interessanti correlazioni con il declino marcato danese. Le civette dotate di legger GPS son ostate seguite durante le loro attività notturne e i maschi della popolazione danese avevano un'area di attività notturna media di 54 ettari per notte e si muovevano in media 248 m dal nido rispetto alle femmine che restavano più vicine ai nidi (superficie di 1,5 ha e 34 m).

Le aree di attività dei maschi della civetta danese erano sino a dieci volte più grandi di quelle della Repubblica Ceca, indicando pertanto incontri più scarsi con le prede disponibili nel territorio danese.

Civetta pronta per essere seguita con il GPS (ph. P. Sunde)


Nondimeno la penuria di potenziali prede nella campagne aperte e prive di vegetazione in Danimarca induce le civette ad entrare in piccole aree boschive espandendo le stesse a potenziali predazioni da parte degli allocchi.


Immagine di campagna danese


In Repubblica Ceca, l’uso del territorio dal parte delle civette ha evidenziato la permanenza di questi piccoli Strigidi in giardini, aree abitate e lungo le strade e i margini dei campi, confermando l'importanza dell'eterogeneità e delle zone marginali per la loro preda e/o per il foraggiamento delle Civette.

I risultati di questo straordinario studio che potrà, ci auguriamo salvare le civette danesi, ha messo in evidenza l’importanza strategica nei sistemi trofici dei micromammiferi (arvicole in particolare).

Il raggiungimento di una popolazione vitale e autosufficiente (indipendente dall'alimentazione supplementare artificiale durante la stagione riproduttiva di civetta in Danimarca,) sarà possibile solo aumentando la densità di popolazione e la disponibilità di piccoli roditori (probabilmente soprattutto arvicole) su territori che supportano peraltro anche stabili e abbondanti fonti di lombrichi accessibili e insetti terricoli (Carabidi).

Il miglioramento delle densità di popolazione di micromammiferi è possibile aumentando l'ampiezza, la densità e la lunghezza delle bordure dei campi, delle siepi, nonché la creazione di bande erbose che possano favorire la presenza dei roditori ma anche e soprattutto le attività ed abilità di caccia delle civette.


L'importanza delle arvicole nella dieta delle civette del Centro Europa è strategica


I risultati della Repubblica Ceca hanno confermato che, data un'adeguata fornitura di cibo, le civette rimangono per il 90% del loro tempo entro 100 m dal nido, spostandosi solo occasionalmente oltre i 200 m.

Se le civette danesi avranno più prede in prossimità del nido questo aspetto avrà una buona ripercussione sulle performance predatorie di questi piccoli Strigidi.

Lo studio ecologico ed etologico delle civette danesi potrebbe salvarle dall’estinzione, per noi in Italia la situazione delle civette è molto buona, ma prestiamo attenzione all’impoverimento della biodiversità delle nostre aree rurali perché in futuro potrebbe mettere in crisi le civette e molte specie ornitiche del mondo agricolo.



Ecco il link per scaricare questo interessante dossier sulla Civetta in Danimarca


citazione bibliografica del dossier

DET BIOLOGISKE LEVEGRUNDLAG FOR KIRKEUGLER I DANMARK


maggio 2021. pp.62

autori:

Peter Sunde, Martin Mayer, Anthony D. Fox, Astrid Holm Andersen Martin Šálek, Frej J. Lindhøj, Anton Krištín, Ján Obuch, Monika Chrenkova, Georg Kaatz, Charlotte McAneney, Emma Kaczmar, Lars Brøndum, Mette Møller Christensen, Emma Hvidtfeldt Jensen, Alexander Venzel Rudbeck, Matilde Skjoldager, Lars Bo Jacobsen

altro articolo suggerito per un approfondimento:

Spatial behaviour of little owls (Athene noctua) in a declining low-density population in Denmark Journal of Ornithology, 2009


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