Il Gufo delle nevi per la prima volta in Italia a Forte dei Marmi tra misteri e bugie


La storia che vi racconto oggi potrebbe davvero stupirvi perché vi parlo della prima ed unica segnalazione (o presunta tale) di un Gufo delle nevi Bubo scandiacus in Italia a Forte dei Marmi nel 1957.


Ricordiamo che questo Strigiforme, oggi sempre più minacciato dal Climate Change è una specie circumpolare, ovvero popola l’emisfero nord in areali artici davvero freddissimi e nel periodo invernale in alcune stagioni molto rigide, da origine a fenomeni di erratismo e spostamenti latitudinali verso sud anche eclatanti.

I gufi delle nevi sono osservati in Germania, Olanda e persino raramente in Francia.

In Italia questa specie fino agli anni '50 del secolo scorso non era mai stata osservata.

Il Gufo delle nevi all'epoca dell'avvistamento era ancora chiamato Civetta delle nevi questo mistero del cambio del nome lo trovate spiegato in questo mio video

Per comprendere al meglio la storia che mi accingo a raccontarvi, voglio ricordarvi che il compianto entomologo e divulgatore Giorgio Celli scrisse uno dei libri che ho amato di più: Bugie fossili e farfalle.

"Tutti gli uomini mentono, e non si vede perché gli astronomi, i biologi o i paleontologi dovrebbero essere migliori."

Questo scriveva Giorgio Celli, con la solita penna graffiante e realista, nel lontano e quasi paleolitico 1991.

Un breve saggio che narra di come alcuni scienziati si siano inventati notizie scientifiche e mistificazioni pur di passare alla storia.

Quello almeno era il tentativo e tra questi sorrido al ricordo di come Celli descrisse nel suo libro di esperti entomologi, o presunti tali, intenti a dipingere le ali di farfalle per dimostrare bizzarre teorie di genetica.

Quel libro oggi è esaurito, ma se lo trovate su qualche bancarella compratelo è delizioso e lo amerete. Vere spigolature dal sapore scientifico di prima grandezza.

il libro Bugie fossili e farfalle davvero una splendida lettura!


Il desiderio di apparire dell’uomo, anche dello scienziato, a volte non ha fine: ecco che imbrogli, bugie e sotterfugi sono all’ordine del giorno.

Ma torniamo al nostro evento epocale, ovvero alla cronaca del primo avvistamento di un Gufo delle nevi in Italia, quando ancora era chiamato Civetta delle nevi (Nyctea scandiaca).


La scoperta fu documentata sulla Rivista Italiana di Ornitologia, la storica e autorevolissima pubblicazione scientifica seguita come direttore per anni dal grande maestro ornitologo Edgardo Moltoni.


L'autore di questo articolo, ormai storico, riporta in tre pagine qualche nota sulla specie, una foto dell'animale tassidermizzato e la cronaca dei fatti. Ma andiamo per gradi.

All’epoca, anche i trofei di caccia potevano convergere nel dare informazioni scientifiche e così fu in questo caso, l’articolo infatti si intitola: “Una Civetta delle nevi - Nyctea scandiaca L. - uccisa a Forte dei marmi”.


Pubblicata sulla Rivista Italiana di ornitologia nel 1958, ecco i riferimenti bibliografici:

Gaini F., 1958. Una Civetta delle nevi - Nyctea scandiaca L. - uccisa a Forte dei marmi. Riv. Ital. Orn. 28(2):138-140


Qui vi riporto le immagini dell'articolo tratto da un rarissimo estratto originale dell'articolo del 1958, una preziosa curiosità che condivido con voi.

Oggi gli scambi culturali, scientifici anche tra scienziati e naturalisti viaggiano in modo telematico con versioni in PDF, ma in altri tempi per scambiarsi gli articoli era usanza farlo in formato cartaceo con gli estratti originali, spediti per posta.

I carteggi, che hanno affascinato gli storici della letteratura e non solo, erano frequentissimi anche nel mondo dei ricercatori naturalisti.



Ma cosa scrive, l’autore, Fortunato Gaini?

Ci riporta una cronaca di una caccia davvero insolita, vi lascio alle testuali parole dell’autore:


- Questa Civetta, maschio, è stata catturata sul versante tirrenico, nei pressi di forte dei Marmi. Due cacciatori, uno dei quali sarebbe un certo Sig. Taddeucci, per il momento non meglio indicati, all’alba del 15 dicembre 1957, videro giungere dal mare un grosso uccello bianco che andò a posarsi su una grondaia di un fabbricato a pochi metri dall’arenile. Colpito da una fucilata con piombo minuto da uccellini, la Civetta cadde sulla strada grondante sangue da più parti. - […]


La notizia attirò l’attenzione di eminenti ornitologi come il Professor Francesco Caterini, direttore del Osservatorio Ornitologico toscano di Pisa e molti altri. L'osservazione era così particolare e rilevante che fu pubblicata nell’anno seguente sulla Rivista Italiana di Ornitologia.


Aldilà del giudizio nel pensare che forse l’unico Gufo delle nevi mai giunto in Italia sia stato preso a fucilate, dobbiamo tornare al libro di Giorgio Celli.

Ebbene si anche in questo caso siamo di fronte ad un falso storico-scientifico.

Nella terra in cui alcuni burloni toscani presero in giro i critici d’arte con le famose teste "false" di Modigliani, autenticate dai più grandi esperti mondiali, anche questa notizia dell'avvistamento del Gufo delle nevi toscano, dopo un breve periodo, assunse la giusta dimensione.

Ovvero nessun Gufo delle nevi tocco mai terrà italiana e quell’esemplare era in realtà stato acquistato dall'autore dello "scoop" sul mercato scandinavo con il chiaro intento di far passare questo ritrovamento per una scoperta scientifica.

L'articolo rimase stampato, ma l'avvistamento italiano di Gufo delle nevi fu sconfessato.

I tempi erano diversi, le verifiche scientifiche altrettanto e dopo qualche attento rilievo si scoprì che la notizia era un FAKE, una bugia.

Ancora una volta si è tentato di frodare la scienza, nessun Gufo delle nevi ha mai raggiunto l’Italia e il riscaldamento globale del Pianeta rende tale evento sempre più improbabile.


Sperando di far cosa lieta, vi ho raccontato questa storia di un tempo molto lontano sia comunque un modo per narrarvi come venivano svolte le ricerche in un’altra epoca, ovvero anche con l'ausilio del fucile.


Purtroppo, lo status demografico odierno del Gufo delle nevi a lungo denominato civetta delle nevi (guardate il mio ultimo video dedicato a questo aspetto), è in realtà una delle specie di Strigiformi più minacciate forse già spacciato, ma di questi aspetti ne parlo diffusamente nel mio libro SOS IL GUFO DELLE NEVI, se non l’avete letto ve lo consiglio perché pieno di notizie attualissime ed ha una serie di immagini straordinarie e mozzafiato. Un libro piacevole anche da sfogliare.

Questo il link per acquistarlo subito.

Uno sguardo sull'Artico come è oggi e come forse non sarà più.

Prefazione del celebre Professor Peter Wadhams, Università di Cambridge, il primo scienziato a segnalare al mondo che l'Artico si stava sciogliendo e introduzione di Alessandro Macina, reporter per il programma tv di inchiesta “Presadiretta” in onda in prima serata su Rai3. . Vincitore nel 2013 del Premio Ilaria Alpi per la migliore inchiesta televisiva dell'anno.


Un gufo ciao a tutti!

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Marco Mastrorilli - Noctua Srl - mastrorilli@noctua.it

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