Il grande mistero dei 3 gufi delle nevi arrivati in Spagna

Aggiornamento: 27 nov 2021

Il mese di novembre del 2021 sarà ricordato dagli appassionati di Strigiformi per l’incredibile triplice avvistamento di tre gufi delle nevi nella Spagna nord-occidentale.

Ma partiamo con un'introduzione, la cronaca per poi passare ai contorni “gialli” e misteriosi della vicenda.

Una femmina di gufo delle nevi fotografata in Spagna. ph. Daniel Lopez Velasco


Il Gufo delle nevi (Bubo scandiacus) è una specie della famiglia degli Strigidae, con un'apertura alare compresa tra i 170-177 cm per la femmina adulta e da 160 a 170 cm per il maschio adulto.

I maschi adulti hanno una livrea con un color bianco candido, mentre le femmine e gli immaturi sono dotati di un piumaggio screziato più criptico con barrature nero-brunastre.

Inoltre, il piumaggio è più scuro in primavera e in estate rispetto al periodo invernale e i suoi occhi sono di un giallo brillante.

Nidifica nella tundra artica, dall'Alaska alla Siberia, inclusi Canada, Groenlandia e Scandinavia. Caccia principalmente i lemming, piccoli roditori la cui abbondanza determina il successo della sua riproduzione (il successo riproduttivo subisce flessioni quando ci sono meno prede).


In inverno, alcuni uccelli rimangono nella tundra alle latitudini più settentrionali, mentre un numero variabile di individui scende più a sud, raggiungendo il Canada meridionale, gli Stati Uniti settentrionali e centrali, l'Europa settentrionale, la Mongolia e la Cina settentrionale.

Quindi cacciano roditori nelle praterie, negli aeroporti, nelle colture, nelle paludi, nei campi aperti e sulle coste.

In alcune annate si può assistere a vere "invasioni" a sud della loro abituale area di svernamento: è stato il caso degli inverni 2008-2009 e 2013-2014 in Nord America.

A questo proposito, vi segnalo il mio libro dedicato al gufo delle nevi SOS Gufo delle nevi, davvero ricco di informazioni sui cambiamenti climatici, sullo scioglimento del ghiaccio artico e su come questi animali ne stanno risentendo a livello demografico influenzando anche gli spostamenti legati agli areali di svernamento. Un volume con fotografie davvero spettacolari

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Questo nuovo fenomeno, questa propensione a grandi spostamenti è probabilmente il risultato della combinazione di una stagione di nidificazione molto buona e risorse alimentari insufficienti e/o di difficile accesso nel periodo post-riproduttivo (copertura nevosa significativa, condizioni meteo avverse, ecc.).

In Europa, il gufo delle nevi è svernante regolare nella Scandinavia meridionale, ma individui isolati si vedono quasi ogni anno nel nord della Scozia, ma anche in Olanda e Danimarca.

In questo video dell'amico Ennio Critelli un gufo delle nevi in Olanda, filmato il 2 gennaio 2009.

In Francia è occasionale e molto raro, ma durante l'inverno 2013-2014 sono stati scoperti da 3 individui in Bretagna e in Hauts-de-France: in particolare, uno di loro ha svernato sull'Île de Ré (Charente- Maritime) dal 12 gennaio al 20 aprile 2014, poi è stato avvistato nuovamente in Bretagna. Il 6 marzo 2020, una femmina in volo è stata avvistata in volo a Sigalens (Gironda).

Un gufo delle nevi svernante in Francia, negli anni scorsi.


Qui trovate una review delle osservazioni Frances di questo elegante Strigiforme.

Clicca qui per vedere i dati francesi.


L'origine degli individui osservati lontano dall'area di svernamento più o meno regolare della specie è sempre fonte di interrogativi per birdwatchers ed ornitologi.

Come ho raccontato nel mio libro Il volo rapito (premiato con il prestigioso Premio Letterario Internazionale Città di Como) la saga di "Harry Potter", in cui l'eroe principale aveva come animale domestico una femmina di gufo delle nevi chiamata “Edwige"", ha causato un aumento del traffico illegale di Strigiformi, soprattutto in Asia, e talvolta alcuni Strigiformi scappano dalla cattività.

Così, quando i gufi delle nevi sono state osservati tra ottobre 2001 e gennaio 2002 in Belgio e nei Paesi Bassi, si era pensato subito a soggetti originari dalla cattività.

La spiegazione tuttavia potrebbe essere molto diversa; infatti alcune informazioni sembrano aver convinto tutti che si trattasse di individui probabilmente originari dell'Artico canadese e della Groenlandia, e a causa di una tempesta , erano stati costretti a sostare su grandi navi cargo sbarcate in porti belgi e olandesi.

In inverno, come hanno dimostrato numerosi studi sull’erratismo dei gufi delle nevi alla ricerca di prede, questi animali compiono viaggi molto lunghi rimanendo sulla banchisa, a volte lontani dalla costa cercando di cacciare uccelli marini e anatre che si radunano in zone di oceano aperto.

Del resto uno studio pubblicato su Natural Sciences and Engineering Research Council e condotto al largo di Terranova con 6 femmine di gufi delle nevi seguite con i tracciati satellitari hanno dimostrato che nella ricerca degli edredoni, loro preda abituale negli ultimi decenni, è facile che i gufi delle nevi si possano trovare al largo, lontano dalle coste e possano trovare agio nel posarsi su grandi cargo in transito.

Questi spostamenti si legano fortemente ai cambiamenti climatici che inducono i gufi delle nevi a spostarsi in modo vistoso per trovare prede, considerando il decremento spaventoso delle loro prede abituali: i lemming.

Veniamo ora agli avvistamenti spagnoli che capirete sono davvero straordinari quanto misteriosi.

Le osservazioni sono concentrate nella regione nord-occidentale della Spagna e gli ornitologi sono convinti che potrebbe trattarsi di animali giunti proprio dal continente nord-americano.

Questa bizzarra serie di coincidenze per quanto riguarda la posizione e l'arrivo degli uccelli ha portato a ipotizzare infatti che siano individui di origine Neartica e che siano stati assistiti da navi; El Musel, un grande porto di Gijon, dista meno di 15 km da dove sono stati trovati per la prima volta entrambi gli uccelli delle Asturie.

Ecco la cronaca delle osservazioni.

Nella giornata dell’8 novembre 2021, un gufo delle nevi è stato trovato esausto e in condizioni critiche a poca distanza dalla spiaggia di Virgen del Mar, a nord di Santander, nella comunità autonoma della Cantabria.


Recuperato da alcuni volontari è stato portato, tra lo stupore generale, in un centro di recupero rapaci ma non ha superato la notte ed è deceduto.

Il 10 novembre un altro individuo ( una femmina) è stato vista e fotografata in volo a Moniello, nei pressi del villaggio di Luanco, nella comunità autonoma delle Asturie.

Il 13 novembre, un individuo separato (maschio) è stato visto sulle scogliere di Cabo Peñas, vicino a Gozón. Ed era ancora presente il 14 novembre nei pressi di Peñas, sulla spiaggia del Verdicio, dove circa 200 osservatori hanno potuto ammirarlo tutto il giorno.

Rimane lì per nulla infastidito dai fotografi e birdwatchers per quello che la Spagna ha vissuto come evento dell'anno ornitologico, degno del film The Big Year ma poi il gufo della scogliera ricompare il 17 novembre nel porto commerciale di Gijón puerto del Musel.

Analizzando le foto scattate sulla scogliera e quelle del porto si capascie che è lo stesso individuo avvistato a Verdicio.

L'avventura di questi gufi continua, ma il mistero si infittisce...


Uno dei gufi delle nevi fotografati in Spagna

Tanti birdwatchers e fotografi per riprendere l'animale


Maschio con piumaggio I anno, in volo (ph. D.Gonzales)

Questi gufi delle nevi spagnoli, non hanno mostrato tracce evidenti di cattività (anelli, geti, piumaggi rovinati nelle timoniere…).

I tre gufi delle nevi, che hanno stupito il mondo ornitologico spagnolo, quindi sembrano essere individui selvatici, ma la convinzione dei più è che si tratti di individui giunti dal Nord America usufruendo di un passaggio su una nave.

Sulle penne dell’individuo deceduto sarà effettuata un'analisi degli isotopi stabili al fine di determinare approssimativamente il suo habitat originario ed escludere così una possibile provenienza in cattività.

I fotografi e birdwatcher sulla scogliera nelle Asturie. ph. Jesús Menéndez

Il promontorio di Cabo Peñas, nella zona dove è stato osservato un gufo delle nevi nelle Asturie.


Poiché la Spagna è lontana diverse migliaia di km dalle zone regolari di svernamento del Gufo delle nevi, sono certamente circostanze insolite che hanno permesso l'arrivo di tre individui sulle coste iberiche.

Peraltro c’è una sorta di precedente, nell'ottobre 2001 due gufi delle nevi, che si erano posati in mare aperto su pescherecci provenienti da Terranova (Canada) e dalla zona di pesca a strascico al largo dell'Irlanda. entrambi gli individui sono state recuperati dal centro faunistico di Pontevedra ( Galizia) per poi essere rilasciati in Finlandia.

Ora per comprendere da dove arrivano questi 3 gufi delle nevi dovremo attendere gli sviluppi delle analisi che escluderanno la cattività (probabilmente) e chissà forse ci daranno indizi sulla provenienza.

Il mistero dei gufi delle nevi spagnoli deve ancora essere risolto, per certo possiamo goderci il fascino e l’eleganza di questi meravigliosi animali.


AGGIORNAMENTO 27 NOVEMBRE

Cari amici vi fornisco un curioso aggiornamento che risolve in parte l'enigma... dei tree gufi (almeno per due di essi!)

Grazie a Josè Ernesto Camacho che mi ha segnalato un post di instagram che risolve la questione dei due gufi delle nevi avvistati nelle Asturie.

Sono arrivati in nave, ospitati in una sala della nave cargo come potete vedere da questa curiosa immagine.



Come vedete in questo post di Instagram questo ragazzo ha accudito i due gufi delle nevi che si erano posati sulla nave e poi li ha probabilmente liberati in Spagna (forse si poteva fare scelta migliore).

resta il mistero del terzo gufo, ovvero il primo ritrovato su una spiaggia e poi morto nel centro di recupero, ma come abbiamo visto è probabile che si sia imbarcato come "clandestino" a bordo di un'altra nave cargo.



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Inoltre in questo sito nella sezione download trovate molto materiale gratuito da scaricare.


Bibliografia

Curk, T., Pokrovsky, I., Lecomte, N. et al. Arctic avian predators synchronise their spring migration with the northern progression of snowmelt. Sci Rep 10, 7220 (2020).

Fuller, M., D. Holt, L. Schueck. 2003. Snowy owl: variation on the migration theme. in Avian Migration, P. Bethold, E. Gwinner and E. Sonnenschein, eds. Berlin and New York: Springer, p. 359-366.

Kerlinger P.,B.J. Sevick. 1985. Distribution and population fluctuations of wintering Snowy Owls (Nyctea scandiaca) in North America. Canadian J. of Zoology 63(8):1829-1834.

Mastrorilli M. Cipriani A. Gereschi V., 2019. Sos Gufo delle nevi. Noctua book.

Mastrorilli M. ,Maniero R., 2020. Il volo rapito. Noctua Book. ed.

Potapov, E. , R. Sale. 2012. The Snowy Owl. London: T & AD Poyser.

Smith, N. 1997. Observations of wintering Snowy Owls (Nyctea scandiaca) at Logan Airport, East Boston, Massachusetts from 1981-1997, in J.R. Duncan, D.H. Johnson and T.H. Nicholls, eds. Biology and Conservation of Owls of the Northern Hemisphere: 2nd International symposium. Gen. Tech. Rep. NC-190. St. Paul, MN: U.S. Dept. of Agriculture, Forest Service, North Central Forest Experiment Station, p. 591-596.

Weidensaul S., Brinker D., Tracking Wintering Snowy Owls with GPS-GSM Transmitters. Project Owlnet. 8 pp.


Qui vi segnalo un bellissimo lavoro dell'amico Denver Holt e altri ricercatori per il sessaggio dei gufi delle nevi giovani

http://www.projectowlnet.org/wp-content/uploads/2010/07/Sexing-young-SNOW-Seidensticker-et-al-2011.pdf



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