Riflessioni sul commercio di penne e piume dalla Belle Époque all’era dell'e-commerce


Quando ho cominciato la mia carriera da naturalista e da appassionato gufologo, ormai oltre 30 anni fa, il mondo delle penne e delle piume mi stregò in modo davvero eclatante. Cominciai a collezionare le penne e le piume che trovavo sul terreno inserendole in raccoglitori e quadri. Una passione che mi porto ad una collezione entusiasmante con scoperte quotidiane che mi hanno aperto un mondo e da allora nei mie libri, nelle mie conferenze, nei miei video le penne hanno sempre un posto di riguardo.



Addirittura nel lontano 1999 ebbi il piacere di realizzare una mostra speciale sui piumaggi che durò oltre 6 mesi nel prestigioso Museo Civico di Storia Naturale di Milano con oltre 10 mila visitatori.

Quelle stanze museali, erano il luogo dove nacque la mia passione per gli animali, poiché mio padre mi portava sovente a vedere le collezioni di quel museo.

Sembra preistoria, ma le penne e i piumaggi sono intense emozioni del mio cuore e non è un caso che la prima diretta su Gufotube l'ho dedicata ai piumaggi e non è un caso che ogni mese tantissime persone (da anni) mi inviano foto via mail o whatsapp di piume e penne trovate sul terreno per aiutarli nell'identificazione.


Insieme ad Emanuele Biggi a Geo su RAI 3 durante una trasmissione in cuimostro le penne dei gufi illustrandone i segreti etologici


Il piumaggio è un meraviglioso adattamento dell’avifauna, frutto di un percorso evolutivo durato milioni di anni che ha trasformato peli e squame in delicate, leggere e morbide, coloratissime penne o piume.

Nel libro Il Volo rapito abbiamo avuto la possibilità di parlare diffusamente di un periodo storico nel quale il commercio di pelli di castoro nord-americano, ai tempi di Buffalo Bill e Davy Crockett , era molto inferiore per importanza a quello delle piume, sebbene meno celebrato da film e documentari.

Oltre alle pelli in Europa arrivavano infatti carichi incredibili di penne e piume di tucani, colibrì, oche e naturalmente di egrette, ovvero aironi della Garzetta nivea, Egretta thula, e dell’Airone bianco maggiore, Casmerodius alba. In quel periodo bisognava pagare una concessione per poter abbattere questi uccelli e commercializzarne piume e penne del torace e del dorso, caratterizzate da meravigliosi colori; queste venivano fortemente impiegate per adornare i cappelli delle dame di corte europee.

Per darvi un’idea della dimensione di questo traffico di penne, immaginate che solo in Francia tra il 1901 e il 1910 furono importate 50.000 tonnellate di piume.


Pensate a quanto pesa una piuma e provate a immaginare quale strage fu perpetrata nei confronti di Ardeidi e altri uccelli dai colori e dalle piume vaporose, simbolo di vanità di inizio novecento.

Di fronte a cambiamenti di costumi e mode e alla maggior sensibilità delle generazioni moderne, sarebbe ipotizzabile rilevare un calo significativo del mercato nero degli animali. Ma come abbiamo evidenziato nelle pagine de Il Volo rapito il commercio degli animali è purtroppo, al contrario, in crescendo ed è tutt’altro che un traffico marginale, risultando di fatto secondo solo a droga e armi.

Ma se conosciamo almeno per sentito dire l’impatto del commercio dell’avorio su elefanti e rinoceronti, se conosciamo la drammatica situazione della tigre mi duole osservare come sul web, su portali di commercio mondiale come Alibaba, Amazon, Ebay e Facebook si possano acquistare (e vendere) penne di gufo, di aquila e altri animali oltre a quelle specie tipicamente di allevamento.


Un esempio una penna di gufo venduta a 8 dollari su ebay dalla Lituania


Le penne e le piume servono ancora oggi per decorare oggetti, abiti, maschere e cappelli, c’è da chiedersi quanto questo possa implicare anche specie ornitiche non allevate.

E’ chiaro che quando i paesi di origine sono Lituania, Cina, Indonesia o altri paesi con regolamenti e leggi poco rigide il dubbio che il traffico illegale possa espandersi anche su specie selvatiche esiste.


Penne di rapaci vendute su Amazon


L’auspicio è che l’uomo si abitui a fare a meno delle penne, usando eventualmente le imitazioni di penne e piume lasciando ad ognuno di noi la gioia di scoprire la meraviglia di colori, sensazioni tattili e cromatiche nascoste dietro un ritrovamento naturale e occasionale di una piuma o di una penna. Solo la natura può regalarci queste magie.

Nel libro Il Volo rapito ricordiamo una antica usanza e credenza Indu che ci ricorda che mettendo alcune piume di gufo sotto il cuscino si favoriscano i sogni premonitori,sfruttando il potere e la capacità di questo rapace notturno di scrutare nell’oscurità della notte, riuscendo a vedere ciò che per gli altri è invisibile. Queste piume riuscirebbero, pertanto, a trasmettere alla persona che le utilizza il dono di interpretare i propri sogni.

Se volete scoprire i segreti dei piumaggi venduti tramite il traffico degli animali vi consiglio la lettura del mio nuovissimo libro, scritto a 4 mani con Raffaella Maniero:

Il Volo rapito

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